Vi segnaliamo l'apertura della nostra nuova Pagina Facebook:
http://www.facebook.com/tavernacustica, in aggiunta al vecchio gruppo che rimarrà comunque attivo. Inutile dire che un "mi piace" in più ci fa sempre grande piacere...
Vi ricordiamo naturalmente che siamo anche su Myspace, e speriamo di aggiornare quanto prima le registrazioni un pò vecchie che ci troverete.
Se poi volete esagerare e seguirci anche su Twitter, il contatto di Dario sarà più che sufficiente. Segui @dariodeseppo
tavernacustica
Cantautori italiani in acustico
sabato 10 marzo 2012
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domenica 4 marzo 2012
Auguri Lucio
Vogliamo omaggiare il grande Lucio Dalla con questo ricordo di Dario, postato sul suo blog personale:
[...] Qualcuno dice che gli assomiglio... certo, non è un complimento, ma non si può negare che barba e occhiali ci siano, e poi spesso uso in concerto un cappello bianco simile a quello che portava lui negli anni '90 - periodo Attenti al lupo. E poi è stato una fonte di ispirazione a cui attingere... diciamo che da anni mi viene difficile concludere un concerto con i Tavernacustica senza l'immancabile Disperato erotico stomp - presente in scaletta dai tempi in cui il gruppo era in versione embrionale e si chiamava Cerone & Friends - uno di quei pezzi che nessuno si stanca mai di ascoltare: ironico, istrionico, dissacrante, geniale. [...]
Grazie per tutto, Lucio, e scusaci per questa vecchia interpretazione del citato brano... sicuramente coglierai lo spirito.
[...] Qualcuno dice che gli assomiglio... certo, non è un complimento, ma non si può negare che barba e occhiali ci siano, e poi spesso uso in concerto un cappello bianco simile a quello che portava lui negli anni '90 - periodo Attenti al lupo. E poi è stato una fonte di ispirazione a cui attingere... diciamo che da anni mi viene difficile concludere un concerto con i Tavernacustica senza l'immancabile Disperato erotico stomp - presente in scaletta dai tempi in cui il gruppo era in versione embrionale e si chiamava Cerone & Friends - uno di quei pezzi che nessuno si stanca mai di ascoltare: ironico, istrionico, dissacrante, geniale. [...]
Grazie per tutto, Lucio, e scusaci per questa vecchia interpretazione del citato brano... sicuramente coglierai lo spirito.
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sabato 4 febbraio 2012
San Valentino con tavernacustica
Come primo appuntamento del 2012, se escludiamo la comparsata alla Notte Rossa Barbera sottoforma di Dario De Seppo, ci si presenta una situazione interessante. Il 14 febbraio accompagneremo una cena per la festa di San Valentino, nel nuovissimo ristorante-pizzeria Le 7 Note di Ferriera di Buttigliera.La difficoltà sarà quella di scegliere la scaletta giusta, che di norma dovrebbe essere composta per lo più da canzoni d'amore degne della situazione. Sappiamo però tutti che le canzoni sull'argomento scritte dai nostri cantautori sfuggono, si distinguono, ci confondono. Amore, sì, ma amore sofferto, finito o non corrisposto, oppure descritto al limite dell'ironia - come a sbeffeggiare la produzione di massa che ne ha fatto un luogo comune -, addirittura snobbato, o ancora pretesto per parlare di altro, filosofeggiare di cose certamente più grandi, la politica, la società, la vita. Non sono cose che si addicono ad una serata per coppie felici, o che si credono tali. O forse sì. Se volete, mettiamola così. Fungeremo da acchiappasogni musicali, esorcizzeremo le vostre paure e angosce amorose attraendole su di noi e trasformandole in suoni, che si disperderanno poi nell'aria. Vedrete, funzionerà, e funzionerà anche per i single, a cui saranno risparmiate melense smancerie pop.
Altrimenti niente, buttatevi sull'abbondante menù fisso a tema, o in alternativa, su una classica pizza... cibo e musica: che volete di più, care coppie felici?
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mercoledì 21 dicembre 2011
Novità per il 2012...
Vogliamo farvi gli auguri di Natale annunciando alcune novità che riguardano il nostro gurppo. I Tavernacustica si ridimensionano come organico, tornando un duo\trio. La decisione è stata presa di comune accordo con Gioino ed Eugenio, che ci lasciano per altre strade, e a cui auguriamo tutta la fortuna.Gio è uno dei membri storici, abbiamo condiviso questa vicenda per 6 anni, ed è stato con noi anche nei momenti di crisi, dandoci sempre grande supporto: ha deciso di mettere da parte il flauto, e noi speriamo che sia solo per un periodo. Eugenio è l'ultimo che si è aggiunto, poco meno di due anni fa, apposta per una serie di concerti dedicati a Fabrizio De Andrè: ha messo a disposizione la sua voce, così simile a quella del grande cantautore, e la sua personalità. Oggi vuole invece concentrarsi sui propri pezzi con un progetto tutto suo.
Io (Dario, alla fisarmonica) e Alessandro (chitarra) continuiamo, con l'aiuto di Marco (basso elettrico, e forse chitarra), ricostituendo in pratica il nucleo originario di quest'avventura, che risale al primo concerto del 2005, o a prima, se consideriamo incontri estemporanei.
Con questa nuova situazione intendiamo rimodellarci una nicchia ancora più intima, adattabile anche a palchi minimi, ma con una scaletta più mirata rispetto al precedente progetto, che era basato su concerti dedicati per metà a Fabrizio De Andrè e per metà agli altri. La scelta di canzoni costituirà quasi una narrazione, una "storia" d'Italia e dei sentimenti che la animano. Rispetto al passato cercheremo di dare maggiore spazio ai pezzi svelti e ai cantautori meno scontati, ma non per questo meno importanti o conosciuti. Cercheremo di essere meno naif sul palco, e magari di spendere qualche parola sulle canzoni. Vogliamo anche ascoltare i consigli di chi suona, per fare meglio, ma soprattutto di chi ascolta, perchè è per loro che esistiamo.
Quindi non abbiate paura di dirci cosa non va, ma non abbiate neanche paura di dirci cosa vi è piaciuto: gli apprezzamenti fanno bene, e se stiamo bene, suoniamo meglio...
Questi sono i nostri propositi per l'anno che verrà, sicuramente ricco di sorprese.
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mercoledì 1 giugno 2011
Le Feste de l'Unità
Locandina Festa Nazionale de l'Unità di Torino, Italia ’61, 1981 |
Già nel 1947 si svolgono feste de L’Unità nelle principali città del Nord e del Centro (Torino, Milano, Genova, Firenze, Roma): si tratta ancora ritrovi di vecchi compagni e partigiani che avevano conosciuto il confino, il carcere e la lotta, ma ben presto l’atmosfera diventa quella della sagra paesana, con il ballo, il vino, la polenta.
La prima grande Festa de L’Unità che vede una partecipazione di massa è quella di Roma del settembre 1948- immortalata in un documentario di Carlo Lizzani -, che sancisce il ritorno di Togliatti alla politica, dopo l’attentato.
L’obiettivo degli organizzatori è, da questo momento, quello di creare delle alternative alle celebrazioni dei santi patroni, ereditando perciò da queste ultime tutti gli aspetti tipici della festa popolare, con lo scopo tra l’altro di creare per il Pc reti di radicamento simili a quelle che la Chiesa possedeva già da secoli.
Dagli anni 70, con il contributo dei movimenti studenteschi e il cambiamento dei costumi, La Festa de l’Unità si trasforma in un grande contenitore che mescola tradizione e nuova cultura pop-rock, sviluppando enormi apparati d'intrattenimento finanziati da grandi sponsor e guidati da organizzatori professionisti. Accanto ai nuovi cantautori impegnati e agli interventi di illustri intellettuali troviamo ancora i divi della canzonetta (come Gianni Morandi e Claudio Villa), e il classico binomio “tortellini e ballo liscio” sopravvive - per fortuna - all’avvicendarsi delle mode. Questo sincretismo è frutto di strategie commerciali, ma forse non solo, se pensiamo che ci troviamo negli anni del Compromesso storico.
L’ultima Festa Nazionale de l’Unità si svolge nel 2007 a Bologna, mentre nel settembre del 2008 si tiene a Firenze la prima Festa Democratica Nazionale (e sul web la prima festa de L'Unità di Second Life). Un lungo dibattito ha animato il Pd a proposito del cambio di nome, ma quel che conta è che la sostanza è ancora la stessa. Accanto al liscio troverete i cantautori, o chi li rievoca.
E qui entriamo in gioco noi, che vi proponiamo il nostro Tour Democratico 2011 nelle (quasi) più importanti feste della cintura torinese…
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sabato 13 novembre 2010
Alle Cantine Vittoria
L'accoglienza delle Cantine Vittoria è sempre eccezionale. Da vera resident band, facciamo come se fossimo a casa nostra. Cena piemontese impeccabile, litri di vino, clienti incredibili, simpatici, appassionati e spesso collaborativi. Forse perchè appartenenti alla generazione di "quegli" anni che cantiamo, quelli in cui i giovani credevano di essere i padroni del futuro.Nella fusione di antiindivualismo sessantottino e convivialità popolare, la nostra chitarra è anche la loro, e ci dividiamo il vino e le canzoni.
Così suoniamo, immersi nei profumi intensi e le risate, fra pareti di bottiglie e salami appesi, tra mattoni a vista e fisarmoniche, intralciando il lavoro di cameriere rumene dallo spiccato umorismo, tra le tovaglie a quadri e un ciucatun da piola, tra Nostra Signora della Salute e il mercato di Borgo Vittoria, tra vecchie piemontesi con lo scialle e giovani arabe con il velo, sugli scaffali, tra cianfine e ciapapuer, tra le tome il parmigiano, Macario e i Righeira, tra una lingua al verde e una polenta concia, tra la pipa e i baffi di Giorgio l'oste, lì in mezzo, tra un dolcetto d'Alba e una zucca vinaria, tra Creuza de ma e la Pioggia che va, ci trovi pure una foto di Che Guevara...
Dario
P.S. Ci vediamo lì sabato 20 novembre, sabato 11 dicembre e sabato 29 gennaio 2011.
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mercoledì 6 ottobre 2010
La nostra piccola missione
La parola cover, anche se è comoda, non mi è mai piaciuta, dico la verità. Mi sa di tribute band rockettara.
Ecco, noi non vogliamo fare cover di cantautori, noi vogliamo rendere omaggio ai cantautori. …Ma nemmeno. Vogliamo rendere omaggio all’importanza che i cantautori hanno rivestito nel panorama della musica pop italiana. Anzi di più, che se dico pop qui mi sputano in faccia…vogliamo rendere omaggio all’importanza che i cantautori hanno rivestito nella società italiana del secondo Novecento.
Minchia.
Beh, forse è troppo… diciamo che vogliamo rendere omaggio all’importanza che i cantautori hanno rivestito nella formazione del nostro immaginario, del nostro mondo interiore. Sì, va meglio.
Parlando con Il Segre, quello con gli occhiali che suona il basso, si diceva che i cantautori sono stati per noi fondamentali: ci hanno consolato nei momenti difficili, ci hanno fornito punti di riferimento per le nostre scelte, spunti per riflessioni e conversazioni, hanno risolto o hanno instillato dubbi esistenziali, hanno seminato qualche lumino in mezzo al buio delle nostre povere convinzioni ideologiche. Come filosofi da osteria, come poeti da hit parade...
Come vecchi amici.
Insomma, diciamola tutta: vogliamo rendere omaggio al nostro bisogno di cantautori, noi, che da questi acrobati della canzone siamo stati allevati. Ma soprattutto vogliamo divertirci, e vogliamo anche un po’ prenderli in giro questi personaggi con la barba e il pintone, seriosi e grotteschi, colti e impegnati, a volte un po’ snob, moralmente vicini ai poveri e fisicamente ai ricchi, seguiti da un pubblico che più gli somiglia e meno lo sopportano.
Ecco, noi vorremmo cantare i cantautori senza comportarci da cantautori. Sì lo so, non c’è pericolo, non ne abbiamo la profondità, e nemmeno le possibilità. Ma qualche trucchetto acustico con cui ammaliarvi lo conosciamo, e lo mettiamo al servizio della nostra piccola missione. Che, sia ben chiaro, è roba di poco conto.
Dopotutto, sono solo canzonette.
Ma ragazzi, che canzonette…
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