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giovedì 27 giugno 2013

Nomi di Donna

MAn Ray - Le violon d'Ingres
Dopo alcuni mesi di pausa, i Tavernacustica ritornano con il consueto piccolo giro estivo. Ovvio, ci sono delle novità.
Abbiamo stravolto il reprtorio per un nuovo spettacolino, che abbiamo chiamato Nomi di Donna.
Il viaggio musicale toccherà i porti che i cantautori italiani hanno disegnato usando come tavolozza i nomi di donna. Per limitare lo sterminato territorio, abbiamo ristretto la scelta dei pezzi a quelli che contengono già nel titolo un nome femminile. E ovviamente abbiamo pescato tra queste le nostre preferite.
I temi in gioco sono tanti: l'amore, ovviamente, ma anche la droga, l'ironia, la follia, la guerra, l'adolescenza, la politica, l'inquietudine esistenziale, la maternità. Ogni nome racchiude il ricordo di una persona, di una situazione, o è la metafora di una condizione, di un sentimento.
Nomi di donna è anche un modo per riscoprire canzoni rimaste un pò in disparte, o proporre pezzi famosi nello stile asciutto e "audiosostenibile" tipico dei Tavernacustica.
Vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti con Nomi di Donna:

domenica 4 marzo 2012

Auguri Lucio

Vogliamo omaggiare il grande Lucio Dalla con questo ricordo di Dario, postato sul suo blog personale:

[...] Qualcuno dice che gli assomiglio... certo, non è un complimento, ma  non si può negare che barba e occhiali ci siano, e poi spesso uso in concerto un cappello bianco simile a quello che portava lui negli anni '90 - periodo Attenti al lupo. E poi è stato una fonte di ispirazione a cui attingere... diciamo che da anni mi viene difficile concludere un concerto con i Tavernacustica senza l'immancabile Disperato erotico stomp - presente in scaletta dai tempi in cui il gruppo era in versione embrionale e si chiamava Cerone & Friends - uno di quei pezzi che nessuno si stanca mai di ascoltare: ironico, istrionico, dissacrante, geniale. [...] 


Grazie per tutto, Lucio, e scusaci per questa vecchia interpretazione del citato brano... sicuramente coglierai lo spirito.

mercoledì 21 dicembre 2011

Novità per il 2012...

Vogliamo farvi gli auguri di Natale annunciando alcune novità che riguardano il nostro gurppo. I Tavernacustica si ridimensionano come organico, tornando un duo\trio. La decisione è stata presa di comune accordo con Gioino ed Eugenio, che ci lasciano per altre strade, e a cui auguriamo tutta la fortuna.
Gio è uno dei membri storici, abbiamo condiviso questa vicenda per 6 anni, ed è stato con noi anche nei momenti di crisi, dandoci sempre grande supporto: ha deciso di mettere da parte il flauto, e noi speriamo che sia solo per un periodo. Eugenio è l'ultimo che si è aggiunto, poco meno di due anni fa, apposta per una serie di concerti dedicati a Fabrizio De Andrè: ha messo a disposizione la sua voce, così simile a quella del grande cantautore, e la sua personalità. Oggi  vuole invece concentrarsi sui propri pezzi con un progetto tutto suo.
Io (Dario, alla fisarmonica) e Alessandro (chitarra) continuiamo, con l'aiuto di Marco (basso elettrico, e forse chitarra), ricostituendo in pratica il nucleo originario di quest'avventura, che risale al primo concerto del 2005, o a prima, se consideriamo incontri estemporanei.
Con questa nuova situazione intendiamo rimodellarci una nicchia ancora più intima, adattabile anche a palchi minimi, ma con una scaletta più mirata rispetto al precedente progetto, che era basato su concerti dedicati per metà a Fabrizio De Andrè e per metà agli altri. La scelta di canzoni costituirà quasi una narrazione, una "storia" d'Italia e dei sentimenti che la animano. Rispetto al passato cercheremo di dare maggiore spazio ai pezzi svelti e ai cantautori meno scontati, ma non per questo meno importanti o conosciuti. Cercheremo di essere meno naif sul palco, e magari di spendere qualche parola sulle canzoni. Vogliamo anche ascoltare i consigli di chi suona, per fare meglio, ma soprattutto di chi ascolta, perchè è per loro che esistiamo.
Quindi non abbiate paura di dirci cosa non va, ma non abbiate neanche paura di dirci cosa vi è piaciuto: gli apprezzamenti fanno bene, e se stiamo bene, suoniamo meglio...
Questi sono i nostri propositi per l'anno che verrà, sicuramente ricco di sorprese.

sabato 13 novembre 2010

Alle Cantine Vittoria

L'accoglienza delle Cantine Vittoria è sempre eccezionale. Da vera resident band, facciamo come se fossimo a casa nostra. Cena piemontese impeccabile, litri di vino, clienti incredibili, simpatici, appassionati e spesso collaborativi. Forse perchè appartenenti alla generazione di "quegli" anni che cantiamo, quelli in cui i giovani credevano di essere i padroni del futuro.
Nella fusione di antiindivualismo sessantottino e convivialità popolare, la nostra chitarra è anche la loro, e ci dividiamo il vino e le canzoni.
Così suoniamo, immersi nei profumi intensi e le risate, fra pareti di bottiglie e salami appesi, tra mattoni a vista e fisarmoniche, intralciando il lavoro di cameriere rumene dallo spiccato umorismo, tra le tovaglie a quadri e un ciucatun da piola,  tra Nostra Signora della Salute e il mercato di Borgo Vittoria, tra vecchie piemontesi con lo scialle e giovani arabe con il velo, sugli scaffali, tra cianfine e ciapapuer, tra le tome il parmigiano, Macario e i Righeira, tra una lingua al verde e una polenta concia, tra la pipa e i baffi di Giorgio l'oste, lì in mezzo, tra un dolcetto d'Alba e una zucca vinaria, tra Creuza de ma e la Pioggia che va, ci trovi pure una foto di Che Guevara...
Dario
P.S. Ci vediamo lì sabato 20 novembre, sabato 11 dicembre e sabato 29 gennaio 2011.

mercoledì 6 ottobre 2010

La nostra piccola missione

La parola cover, anche se è comoda, non mi è mai piaciuta, dico la verità. Mi sa di tribute band rockettara.
Ecco, noi non vogliamo fare cover di cantautori, noi vogliamo rendere omaggio ai cantautori. …Ma nemmeno. Vogliamo rendere omaggio all’importanza che i cantautori hanno rivestito nel panorama della musica pop italiana. Anzi di più, che se dico pop qui mi sputano in faccia…vogliamo rendere omaggio all’importanza che i cantautori hanno rivestito nella società italiana del secondo Novecento. 
Minchia. 
Beh, forse è troppo… diciamo che vogliamo rendere omaggio all’importanza che i cantautori hanno rivestito nella formazione del nostro immaginario, del nostro mondo interiore. Sì, va meglio.
Parlando con Il Segre, quello con gli occhiali che suona il basso, si diceva che i cantautori sono stati per noi fondamentali: ci hanno consolato nei momenti difficili, ci hanno fornito punti di riferimento per le nostre scelte, spunti per riflessioni e conversazioni, hanno risolto o hanno instillato dubbi esistenziali, hanno seminato qualche lumino in mezzo al buio delle nostre povere convinzioni ideologiche. Come filosofi da osteria, come poeti da hit parade... 
Come vecchi amici.
Insomma, diciamola tutta: vogliamo rendere omaggio al nostro bisogno di cantautori, noi, che da questi acrobati della canzone siamo stati allevati. Ma soprattutto vogliamo divertirci, e vogliamo anche un po’ prenderli in giro questi personaggi con la barba e il pintone, seriosi e grotteschi, colti e impegnati, a volte un po’ snob, moralmente vicini ai poveri e fisicamente ai ricchi, seguiti da un pubblico che più gli somiglia e meno lo sopportano.
Ecco, noi vorremmo cantare i cantautori senza comportarci da cantautori. Sì lo so, non c’è pericolo, non ne abbiamo la profondità, e nemmeno le possibilità. Ma qualche trucchetto acustico con cui ammaliarvi lo conosciamo, e lo mettiamo al servizio della nostra piccola missione. Che, sia ben chiaro, è roba di poco conto. 
Ma ragazzi, che canzonette…